Una equazione è costituita da due espressioni separate dal segno = (uguale).
Una equazione deve sempre contenere uno ed un solo segno di uguaglianza tra l'espressione di sinistra e quella di destra.
Una equazione ha quindi la forma:
<espressione> = <espressione>
Una qualsiasi di queste forme è lecita:
Le equazioni in un sistema devono essere separate da un ritorno carrello. Quindi risulterà errata questa forma
2*x=(2-x)*(y+1) (y-x)=2-y^xe corretta questa forma
2*x=(2-x)*(y+1) (y-x)=2-y^xo questa forma
2 * x = (2-x) * (y+1) (y-x) = 2 - y^xSpazi e righe vuote vengono ignorate.
Gli spazi all'interno di una equazione sono ininfluenti.
Una espressione è una sequenza di operandi e di operatori.
Sono operandi:
Sono variabili le grandezze il cui valore è modificato al variare delle soluzioni ammesse.
Le funzioni valutano una espressione e ne ritornano un risultato.
Sono funzioni:
ln logaritmo naturale di un numero (sintassi ln(<espr>) ) ln10 logaritmo in base 10 di un numero (sintassi ln10(<espr>) ) exp esponente con base e (sintassi exp(<espr>) ) pow elevazione di potenza (sintassi pow(<espr1>,<espr2>) ) x^2 è equivalente a pow(x, 2) sin seno trigonometrico valutato in radianti (sintassi sin(<espr>) ) cos coseno trigonometrico valutato in radianti (sintassi cos(<espr>) ) tan la tangente trigonometrica (sintassi tan(<espr>) ) atan l'arcotangente trigonometrica (sintassi tan(<espr>) ) cosh il coseno iperbolico (sintassi atan(<espr>) )
Dove espr, espr1 e espr2 sono espressioni.
Le tabelle sono aggregati di numeri che elaborano i valori di ingresso ritornando un valore interpolato o estrapolato dai dati.
Sono operatori i segni matematici:
^ elevazione a potenza / divisione * moltiplicazione + addizione - sottrazioneLa priorità nella valutazione delle espressione è:
2 * 2 ^ 2 viene elaborata come 2 * ( 2 ^ 2 ) 2 + 2 * 2 viene elaborata come 2 + ( 2 * 2 )E' possibile modificare la priorità della operazione utilizzando le parentesi tonde.
Le variabili rappresentano numeri reali.
Il nome di variabile inizia con un carattere alfabetico e prosegue con caratteri alfanumerici. Un nome di variabile termina con uno spazio o un operatore.
Il nome di variabile è sensibile ai caratteri maiusculi e minuscoli: Le variabili:
alfa=10 Alfa=12.5sono differenti.
E' possibile la notazione esponenziale, e quindi:
densita=1.0000280E3 densita=1.0000280e3 densita=1000.0280sono equivalenti.
Una variabile può essere dichiarata esplicitamente (in questo caso si possono associare alla variabile degli attributi, quali l'indicazione se è costante, il suo valore iniziale (obbligatorio se viene dichiarata la variabile) ed il suo range) o implicitamente nel contesto di una equazione (in questo caso viene inizializzata automaticamente al suo primo utilizzo con valore iniziale 0 e range 0,1).
Il valore iniziale delle variabili è preimpostato ad un numero compreso tra 0 e 1.
Per modificare questo range occorre dare la direttiva <iniz>
<iniz> var1=valore [const] [range(min, max)], var1=valore [const] [range(min.max)] ... </iniz> const e range sono opzionali.
L'attributo const rende la variabile fissa.
Se la relazioni tra due variabili non è conosciuta analiticamente ma solamente come dati tabellari è possibile inserirli con la direttiva tabella.
La sintassi è:
<tabella ident="nome_ariabile"> <dati> x1, x2, x3, ..., xn y1, y2, y3, ..., yn </dati> </tabella>
I dati sono alternativamente associati alla x e alla y, e dovranno essere quindi sempre in numero pari.